Ormai la stagione estiva non significa più solo passeggiate, ma anche ciclismo. Sono sempre di più i visitatori delle Dolomiti amanti della mountain bike. A loro oggi vogliamo suggerire un itinerario forse un po’ impegnativo ma che non mancherà di lasciare a bocca aperta. Stiamo parlando della salita del passo Fedaia, percorso più volte affrontato dal giro d’Italia che permette di ammirare al meglio queste magiche vette, dichiarate di recente patrimonio dell’Unesco.
Il Passo Fedaia, (2057 m) è il valico alpino che collega la Val di Fassa, in provincia di Trento, con l’Agordino, provincia di Belluno. Il passo è rappresentato da un pianoro di circa 2,5 km da cui partono impianti di risalita e numerose escursioni sulla Marmolada, oltre ad un’attraente laghetto artificiale.
L’itinerario prende il via da Caprile lungo la strada che appunto conduce al Passo. Dopo aver superato il ponte che sovrasta i bellissimi Serrai di Sottoguda (ne abbiamo parlato qui), iniziano le fatiche di questa salita epica: la pendenza è quasi sempre superiore al 10%, e il dislivello da scalare è di quasi 800 metri, nessuno dei quali potabile.
La salita prosegue fino a Malga Ciapela, è dura ma affrontabile, sia per la presenza di curve che permettono di respirare, sia perchè la fatica nelle gambe non si è ancora accumulata.
Si arriva quindi al rettilineo di Malga Ciapela, proprio davanti al nostro Hotel, il Garnì Roberta. Questo rettilineo è molto famoso tra i cicloamatori per le sue caratteristiche: tre chilometri completamente diritti con una pendenza media oltre il 12%. Si tratta di uno dei tratti più difficili da scalare, ma anche di una delle strade alpine che permettono velocità in discesa molto elevate. Qui il gioco comincia a farsi duro: la velocità non supera i 10 km/h, il il che vuol dire che servono quasi 20 minuti per percorrere i 3km di questo durissimo rettilineo. Dopo il rettilineo la pendenza non si addolcisce di molto, ma la presenza dei tornanti nel tratto finale rende la salita un pò meno infernale, anche se la fatica fa bruciare i muscoli e annebbia il cervello.
Ormai è questione di testa e di nervi più che di polpacci e gambe. Si approfitta delle curve per far calare le pulsazioni e ci si alza sui pedali per combattere contro le ultime rampe, alcune delle quali arrivano al 18%. Dopo gli ultimi tornanti è fatta, la strada spiana e arriva al passo costeggiando il lago Fedaia. Si passa sotto un paio di tunnel e ci si prepara alla veloce discesa verso Canazei.




